• Nunzianna Di Tursi

Valentine's Day, festa dell'amor cortese e del sentimento romantico

Aggiornamento: 14 giu

Cosa si nasconde dietro tutti i cuori, i baci e i fiori del giorno più dolce dell'anno ?

Pur non conoscendo nel dettaglio per quale motivo il giorno di S. Valentino sia arrivato a noi proprio come la "festa degli innamorati", alcune fonti storiche ci hanno dimostrato che una festa dedicata all'amore esistesse già dai primi secoli del II millennio. Fra questi dati inconfutabili, registriamo la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'"Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai principi dell'amor cortese. Tale Tribunale svolgeva il compito di esprimere e rilasciare parere su controversie legate ai contratti di matrimonio, ai tradimenti e alla violenza contro le donne e i giudici venivano selezionati in base alla loro familiarità con la poesia d'amore.

Più celebre però, è la storia antica che racconta come nei giorni intorno alla metà di febbraio, nella Roma caput mundi era usanza celebrare i Lupercalia, una festa che raccontava il ciclo di morte e rinascita della natura ed intravedeva nella distruzione dell'ordine predefinito, un modo alternativo per permettere al mondo e alla società di purificarsi e rinascere. Queste feste erano accompagnate da cortei e giornate in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, con l'intento di innescare un processo, appunto, di rinascita rimettendo in atto il caos primordiale.


Tuttavia, riportando la festa ai giorni nostri e lasciandoci alle spalle l'approccio americano basato sull'amore che fa 'girare l'economia', riusciamo a guardare alla festa degli innamorati attraverso un'ottica più cortese che dipinge l'amore come quel sentimento sublime "che move il sole e l'altre stelle" (parafrasando il sommo poeta !!!). Facendoci invece condizionare (come al nostro solito) da approccio psico-sociale al tema, molto più complesso e settoriale, pensiamo a San Valentino in chiave sistemico-relazionale e quindi lo definiamo come un giorno utile ad una riflessione che può permetterci di comprendere l'importanza dell'essere e costituirsi coppia, con l'obiettivo di generare una famiglia intesa come cellula primaria del sistema società.


Il ciclo di una famiglia ha inizio con la separazione dalla famiglia di origine e la formazione di una nuova coppia. La scelta del partner da parte di un giovane adulto, può essere vista come una mescolanza tra miti familiari, relativi mandati e ricerca del soddisfacimento dei bisogni più personali del singolo.

Secondo Carter e McGoldrik, infatti, la cellula famiglia è un sistema aperto e la sua vita consta di diverse fasi propedeutiche e consecutive che possiamo riassumere in: formazione della coppia con il distacco dalla famiglia di origine; nascita dei figli con l'assunzione del ruolo di genitori; progressive tappe di crescita dei figli; convivenza con figli adolescenti e tardo adolescenti; uscita di casa dei figli ormai adulti; percorso verso il pensionamento e la vecchiaia.


Ciascun partner porta con sé la cultura e i modelli del proprio nucleo familiare originario, ed il primo compito evolutivo della coppia consiste nel "negoziare" il proprio modo di stare insieme, integrando aspettative e stili di interazione ereditati dalle rispettive famiglie, fino a creare un modello proprio, unico e nuovo.

Tuttavia, a volte, accade che i vincoli di lealtà nei confronti del partner vengano vissuti come antitetici a quelli ricevuti dai genitori, ed allora si genera un conflitto che porta alla dissoluzione del rapporto di coppia. E' necessario, quindi, avere consapevolezza del modo in cui la famiglia di origine può influenzare, con il proprio esempio, la relazione dei giovani ed utilizzare questa consapevolezza per costruire relazioni migliori.


Nel momento in cui si costituisce, la coppia concorda -inconsapevolmente- due tipi di patti: uno esplicito e uno implicito.

Quello implicito riassume dentro di sé la sfera affettiva, che è composta da speranze, paure, bisogni, scelte, attrazione e passione. Il patto esplicito, invece, riguarda l'atto ufficiale e sociale come il matrimonio o altra convenzione di convivenza, all'interno del quale vengono stabiliti diritti e doveri, impegno reciproco e finalità condivise.


La relazione della coppia, poi, può instaurarsi sul principio di eguaglianza o su quello di differenza tra le parti e questo comporterà, rispettivamente, il buon funzionamento della coppia oppure le sempre maggiori conflittualità che porteranno, con il passar del tempo, ad una relazione destinata a fallire.


Altro dato da tenere presente è il fatto che in una coppia sana, si alternano momenti simmetrici e momenti integrativi che determinano la flessibilità: i partner si alternano per diventare complementari e la relazione diviene così reciproca e si imposta sulla negoziazione delle scelte. Anche in questo caso, però, si può verificare che alcune coppie non riescano a rielaborare in modo costruttivo il distacco dalla propria famiglia di origine -scarsa differenziazione-, per cui risulterà limitata la capacità di realizzare un efficace coinvolgimento del nuovo gruppo familiare e quindi si determineranno vari problemi che diverranno disfunzionali e fallimentari.


Quando la coppia viene a determinarsi, quindi, si trova a dover assolvere ad una serie di compiti, ma anche ad imbattersi in una sequenza di difficoltà che cerchiamo di elencare come segue.


I compiti sono: costruire l'identità della coppia; definire i ruoli all'interno della coppia; imparare a gestire i conflitti tra i partner; definire i confini della coppia; costruire i legami con la famiglia di origine dei partner; costruire i legami tra le famiglie di origine.

Le difficoltà sono: incapacità di proporre una propria visione all'interno della coppia; ruoli non definiti correttamente; non accettazione dei conflitti; gelosia tra i partner; dipendenza eccessiva dalle famiglie di origine.


Di contro, nelle famiglie con i figli giovani adulti (ossia le famiglie di origine), si registrano invece, i seguenti compiti e difficoltà che riportiamo per brevità in questo modo.


I compiti sono: reinvestire nella coppia dei genitori successivamente all'uscita dei giovani; aiutare i figli a uscire fuori dalla cellula primaria; sostenere i figli nel realizzare la propria identità.

Le difficoltà sono: frenare l'immagine di famiglia autoritaria; non comprendere i motivi dell'allontanamento dei figli; non riconoscere il ruolo dei figli ormai adulti; interiorizzazione del sentimento di confusione.


Riguardo alle varie fasi di vita della famiglia, bisogna tener conto di quanto sia indispensabile avere la flessibilità al cambiamento dei ruoli da parte dei singoli membri, ed ipotizzare la possibilità che la struttura della famiglia cambi, per arrivare ad un nuovo equilibrio che sappia far fronte alla trasformazione.


La scelta del partner è il primo momento di formazione della coppia nella sua identità.

Questa scelta, di solito, viene determinata dalla storia individuale e familiare di ognuno dei partner: dunque, la selezione della "dolce metà" può essere fatta in base alla somiglianza o per differenza col genitore di sesso opposto.


Il secondo momento della costruzione della identità della coppia è l'innamoramento, nella cui fase iniziale ha un ruolo importante la sessualità attraverso la quale si cerca di instaurare il senso di completa unità col partner e l'idealizzazione reciproca.

Attraverso questa seconda fase, ogni membro della coppia propone all'altro e a sé stesso un' immagine ideale della propria persona. Ciò che bisogna tenere presente e che ci si innamora sempre dell'immagine che il partner ci manda di sé: come spiega Cancrini, se entrambi i partner lanciano la propria immagine, lo scambio di queste figure genererà la relazione, e le immagini piaceranno a seconda dell'inviante e a seconda del ciclo vitale che si sta attraversando. Ergo, quando ci si disinnamora succede che quelle immagini non piacciono più o non procurano più emozioni positive ... per cui, dopo l'iniziale insoddisfazione, comincia una nuova ricerca.


La terza fase della costruzione della coppia è l'innamoramento: ci si innamora quando il sé è alla ricerca di qualcosa al di fuori da sé.

In questa fase i partner avviano un percorso di individualizzazione e studio dell'altro, mentre consolidano la loro unione: se l'unione funziona bene, innescherà diversi processi di individuazione e quindi l'innamoramento verrà alimentato dal feedback che si riceve dall'altro, generando un circolo vizioso che si auto-alimenterà.


A partire da questo concetto si possono determinare diversi modelli di coppia:

la coppia in cui l'offerta è umiliante e quindi caratterizzata dalla disistima di sé stesso e dell'altro;

la coppia in cui l'offerta è annoiante, cioè caratterizzata da un concetto di consolazione e accettazione squalificante dell'altro;

la coppia in cui l'offerta è deprimente, ossia caratterizzata da un senso di impotenza ed inadeguatezza rispetto all'altro;

la coppia in cui l'offerta è esaltante, ossia porta l'accettazione di una sana scelta paritaria;

la coppia in cui l'offerta è magica, ossia determinata da una tale capacità di soggiogare l'altro che si può definire ipnotica.


Ad un certo punto poi, si instaura una quarta fase di formazione della coppia che, secondo alcuni studiosi, vede i partner sottoscrivere una sorta di primo contratto in cui trovano spazio gli accordi.

Gli accordi si distinguono in accordi consapevoli (come la sessualità e le norme sociali che servono ad unire e saldare la coppia, determinandone i confini) ed accordi non consapevoli (secondo i quali si definisce che ciascun rispettivo partner può essere l'unico a soddisfare le proprie esigenze e le proprie aspettative più profonde). Bowen definisce questo contratto: "fraudolento", in quanto è chiaro che questo accordo basato sulla proposta ideale di sé stessi all'altro, non può essere destinato a durare a lungo. In effetti questa fase è generata dall' illusione che il partner possa essere l'unico capace di soddisfare il proprio bisogno di "ricerca della metà" ed è per questo molto pericolosa poiché, se non gestita bene, può esporre la persona innamorata al rischio di essere completamente assorbita e dominata dal compagno scelto, non essendo più in grado di autodeterminarsi.

Capita spesso, infatti, che l'innamorato si accorga di essere succube dell'altro e dunque cerca di porre rimedio: ne emerge l' impossibilità di tener fede al primo contratto (appunto definito fraudolento) e l'accordo allora viene modificato, mettendo la coppia di fronte ad un bivio:

se la coppia riesce a rinegoziare e rimodulare il contratto (mettendo in conto, nel nuovo assetto, la rivisitazione dei temi dell'individuazione - intesa come immagine di sé- e della differenziazione delle sfere affettive di ognuno) sopravvive;


se la coppia non riesce a superare questa rimodulazione (e questo vale per le coppie in cui entrambi i partner hanno vissuti infantili e familiari completamente diversi) si può andare incontro a scioglimento della coppia oppure a riproposizione dell'assetto iniziale, mentre si i continua a guardare il partner come compagno ideale (non vi è quindi in questa possibilità, la determinazione di un giudizio realistico del partner così come accade nella coppia sana).


Sostanzialmente, nella vita della coppia, la fase della disillusione segue il momento della illusione iniziale e può essere affrontata in tre modi (a seconda della capacità di autodeterminazione e della possibilità di discernimento della coppia):


modalità - a) elusione della crisi: la delusione non viene accettata e la crisi non riconosciuta. La comunicazione per questa coppia diventa incongrua e si fa ricorso alla dis-conferma;

modalità - b) ingresso della delusione con esigenza di ripristinare il primo contratto. Ovviamente questo momento produce un conflitto di coppia e l'insuccesso ripetuto del tentativo di ripristinare il contratto, porta alla stabilizzazione della delusione;

modalità c) la delusione riconosciuta genera una crisi costruttiva a cui segue l'accettazione della propria realtà e di quella dell'altro. La coppia supera le illusioni e definisce nuove modalità di relazione, basate su aspettative più realistiche.


Al termine dei quattro momenti risolti con esito positivo, si passa poi ad un quinto ed ultimo momento di formazione di una coppia: si tratta del matrimonio che cambia la natura del rapporto precedente e permette il passaggio dall'innamoramento all'amore, ossia favorisce la realizzazione di ogni proprio desiderio, nella condivisione della vita con l'altro e nella accettazione dell'altro con i suoi pregi e difetti ...


Ma questa è un'altra storia che analizzeremo in un'altra occasione ...


Per oggi ci piace parlare solo di innamorati, perché gli innamorati sono dolci, sono teneri, sono folli, sono determinati e ci riportano o proiettano verso orizzonti felici e pregni di speranze; perché come scrive Prevert :


"I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Loro sono altrove ben più lontano della notte

Ben più in alto del sole

Nell'abbagliante splendore del loro primo amore"


Ed allora ... Happy Valentine's Day to all !!!

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